Comincia a Londra la campagna contro Blair presidente d'Europa

Con l’aria di chi è già al potere, anche se le elezioni sono tra più di sette mesi, i conservatori britannici hanno iniziato la campagna contro la candidatura di Tony Blair a presidente del Consiglio europeo. William Hague, ministro degli Esteri ombra e uno dei più ascoltati tra i consiglieri di David Cameron, ha approfittato della riunione degli ambasciatori europei a Londra, la scorsa settimana, per dire che sostenere la candidatura Blair sarebbe “un errore”. Leggi l'appello Noi per Tony - Read Tony Blair for president in English
13 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 01:16 | 14 AGO 20
Immagine di Comincia a Londra la campagna contro Blair presidente d'Europa
Con l’aria di chi è già al potere, anche se le elezioni sono tra più di sette mesi, i conservatori britannici hanno iniziato la campagna contro la candidatura di Tony Blair a presidente del Consiglio europeo. William Hague, ministro degli Esteri ombra e uno dei più ascoltati tra i consiglieri di David Cameron, ha approfittato della riunione degli ambasciatori europei a Londra, la scorsa settimana, per dire che sostenere la candidatura Blair sarebbe “un errore” e che anzi ogni genere di dichiarazione in favore dell’ex premier laburista sarebbe stata vissuta come “un gesto ostile nei confronti dei conservatori inglesi”.
I Tory “non vogliono lasciare dubbi sulla loro posizione”: la nomina di Blair non farebbe che sottolineare “prima di tutto la mancanza di credibilità e di legittimità presente nella creazione della posizione stessa” di presidente dell’Ue e poi, ha detto Hague, ve lo ricordate quanto poco si curava dell’Europa Blair, proiettato com’era ad assecondare l’amico Bush a Washington? Un funzionario del governo di Gordon Brown ha ironizzato, scrive il Financial Times: “I Tory chi vogliono alla guida dell’Ue, Jean-Claude Junker?”.
Ma i conservatori non hanno molta voglia di scherzare: Hague è partito alla volta di Washington, dove ieri ha incontrato il segretario di stato, Hillary Clinton. Intanto i suoi a Londra scatenavano una guerra contro David Miliband, ministro degli Esteri, accusato di aver aizzato Hillary contro i Tory, con i suoi racconti sui partiti nazionalisti, razzisti e antisemiti, come quello lettone, con cui Cameron s’accompagna in Europa. A Washington Hague è stato criticato da molte associazioni ebraiche per le sue frequentazioni europee, ma anche la questione Blair potrebbe creare qualche grattacapo tra i Tory e Washington. L’Amministrazione Obama non ha una posizione ufficiale, ma John Podesta, capo del transition team e guida del Center for American Progress, al Foglio ha detto che “la nuova Amministrazione americana avrebbe grande rispetto per Blair”. Quel che Hague definirebbe “un gesto ostile”. (nell'immagine: una vignetta del Times sulla candidatura di Blair)
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